25.05.2014 Élections européennes, anniversaires multiples


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Les élections sont l’occasion de faire une petite enquête sur l’origine de ces élections, sur les lieux et les circonstances de la naissance de l’idée européenne moderne, de relire le Manifeste de Ventotene, occasion aussi de republier un article en langue italienne datant de février 2012 de Societacritica, site aujourd’hui disparu du web désormais si mouvant et si éphémère :

“Nel giugno del 1941 Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi durante il confino a Ventotene redassero un documento di poche pagine “per un’Europa Libera ed Unita”. Il testo è passato alla storia come “il manifesto di Ventotene”. I due esponenti antifascisti con il loro manifesto posero le basi per il movimento federalista che proponeva la creazione di un’entità europea che andasse oltre le divisioni delle singole nazioni, che si sarebbero dilaniate nel corso della seconda guerra mondiale. Il 21 maggio del 2006 come prima uscita pubblica il neo Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano decise di andare nella piccola isola dell’arcipelago pontino per rendere omaggio allo spirito dei due antifascisti italiani Spinelli e Rossi che sfidando il comune sentire dell’epoca creano la prima struttura intellettuale per una visione unitaria dell’Europa. Un ottica ampia e di speranza: senza conflitti, senza competizioni esasperate, nel segno di una crescita che doveva coinvolgere tutti gli strati della nascente società post bellica.

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Da allora molta strada è stata percorsa nel cammino di integrazione. Abbiamo un parlamento, una commissione, un gran numero di trattati, una moneta unica ed un’identità europea che alterna momenti di forza a periodi di grane debolezza. Attualmente la crisi economica e finanziaria causata dall’instabilità dei debiti sovrani ha gettato un pericoloso cono d’ombra sulla concezione di Europa moderna: unita e federalista. Stanno riemergendo antichi rancori ed egoismi nazionali, propri del secolo scorso. C’è chi vorrebbe un’ allentamento dei vincoli europei, c’è chi chiede meno intromissione nella vita pubblica nazionale degli istituti comunitari, c’è chi vorrebbe rinunciare all’Euro ed addirittura interrompere la libera circolazioni di beni e persone nell’area Schengen.

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In quest’ottica forze contrastanti si contendono il campo. Diverse visioni di Europa cercano di affermarsi. La Germania della Merkel si è mostrata restìa a comprendere le vere ragioni della crisi di sistema che stiamo percorrendo. L’Italia, la Grecia e la Spagna i paesi del Mediterraneo sono stati trattati da Berlino con un’intransigenza non pienamente motivata. Facendo intendere chiaramente che gli interessi dei tedeschi sono più importanti della salvaguardia del sogno europeo. A ciò si è opposto l’europeismo “interessato” di alcune cancellerie in difficoltà che si ricordano dell’Europa solo nel momento del bisogno, nel momento in cui c’è necessità di spartire con altre istituzioni alcune responsabilità che sono e restano soprattutto nazionali.

La querelle tra il quotidiano italiano il Giornale ed il settimanale Der Spiegel segna plasticamente il picco di incomprensione che alcune politiche miopi hanno creato in questi ultimi tempi. Da un lato il rigorismo, e l’euroscetticismo tedesco, dall’altro il lassismo e l’euroscetticismo proprio di un Italia, che solamente adesso con il governo Monti cerca di farsi carico delle proprie responsabilità.

Der Spiegel, secondo Il Giornale, accuserebbe gli italiani di essere codardi come Schettino il capitano autore del naufragio del Giglio (sebbene la traduzione del giornale diretto da Sallusti sia “traballante” ndr). Il Giornale di Sallusti risponde al fuoco scrivendo che sarebbe meglio il disastro della Concordia piuttosto che la tragedia dell’Olocausto. Sono questi i termini della questione? Decisamente no.

Lasciamo che la storia giudichi il passato. Lasciamo che l’Olocausto venga valutato con fermezza dagli storici e ricordato adeguatamente. Rubrichiamo la tragedia della Concordia come un tristissimo fatto di cronaca, non riconducibile ad i presunti difetti congeniti di un popolo. Sono tragedie difficili da accomunare. L’unica cosa cerca è che entrambi non dovranno mai più ripetersi. Per il resto ripartiamo da Ventotene.”

Voici de large extraits traduits en français du Manifeste de Ventotene :

Le Manisfeste de Ventotene extraits

Manifeste de Ventotene extraits

01.11.2008 Mois de la Photo à Paris (15e édition) : Europe Année Zéro

Altiero-Spinelli
Europe année zéro

Stalingrad, Leningrad, Messine, l’Europe entière est un vaste champ de bataille en 1943.
Pendant que les soldats ennemis réalisent quelques photographies de campagne  entre deux affrontements, sur une île de confinement italienne, un groupe de prisonniers rédigent le Manifeste de leur idéal, anticipant la sortie du cauchemar européen. L’idée est née de la lecture d’un ouvrage que Luigi Enaudi a fait parvenir dans la prison et de l’optimisme d’une fort jolie femme juive allemande dont sont amoureux deux activistes italiens. De ces amours impossibles, est né un texte remarquable pour annoncer la création à venir de cette Union Européenne issue de la résistance : le Manifeste de Ventotene.
D’un côté des mots qui se passent d’images, de l’autre des photographies sans légendes. Les photographies d’apparence anodines, paysages, routes, enfants au bort du chemin, n’ont pas besoin de texte pour entrer en résonance avec l’âme des spectateurs et du public, il n’est pas besoin non plus d’expliciter les raisons de cette perception immédiate de la force dégagée par ces images prises au cours de la période la plus dramatique de notre communauté européenne.
L’accrochage est conçu comme un débat sur le progrès de notre société de 2008 dans son approche des images, qui regagnent dorénavant la préséance sur le verbe, bref sur notre sortie de l’iconoclasme.
Le Bureau Central des Projets présente : Une exposition de six photographes anonymes et de belligérants en tirages d’époque.

Les  carnets imprimés pour l’occasion : Civilians et EnRoute
Une projection conçue par Timothy Prus, de l’Archive of Modern Conflict, Londres, réalisée avec le soutien du Musée Nicéphore Niepce dans la Galerie Vivienne.
L’ensemble du projet constitue un hommage à Ursula Hirschmann et Altiero Spinelli.
Serge Plantureux