09.08.2015 « L’Europa fermi l’inaccettabile blitz tedesco », Romano Prodi intervient sur l’Europe (Italien)

« L’editoriale di Romano Prodi pubblicato sul Messaggero è destinato a rimanere una pagina fondamentale dell’antologia storica sul travaglio della storia dell’unità europea. Essa è da circa più di un decennio in pericolo sia sotto il profilo economico sia sotto quello istituzionale e soprattutto sotto quello politico, morale e culturale.
La causa di ciò risiede nei meccanismi istituzionali e regolamentari dell’Unione Europea. Questi ultimi, ossia i regolamenti, hanno via via travalicato gli stessi già imperfetti trattati, come dimostra l’incresciosa vicenda del famigerato tetto del 3% e del cosiddetto fiscal compact, imposto da commissari vicini ai tedeschi in un intreccio sempre più oscuro e drammaticamente lontano dalla legittimazione democratica… » (Giulio Sapelli) :

 

L’Europa fermi l’inaccettabile blitz tedesco

 

« Se si fossero analizzate con freddezza le forze in gioco non sarebbe stato difficile prevedere come si sarebbe snodato il caso greco. La maggioranza dell’opinione pubblica tedesca (intorno al 70%) appoggiava la tesi del ministro delle finanze Schaeuble di cacciare fuori la Grecia dall’euro ma questa decisione sarebbe stata troppo dirompente e, soprattutto, era avversata dal presidente americano e dagli altri grandi leader mondiali, timorosi di un contagio nei confronti dell’intero sistema finanziario mondiale. 
Un compromesso era perciò inevitabile, come era inevitabile che sarebbe stato un cattivo compromesso perché nato in un’atmosfera di risentimenti, di egoismi e di paure. Si è evitato il peggio ma si sono posti i semi di altre tensioni. Nessuno poteva tuttavia prevedere che il brutto futuro sarebbe cominciato ancora prima della fine dello stesso mese di luglio, con una pesante ed inaspettata dichiarazione di Schaeuble sulla necessità di ridimensionare i poteri della Commissione Europea, trasferendo le più delicate decisioni di politica economica nelle mani di un’autorità tecnica fornita di pieni poteri e, ovviamente, controllata da Berlino.
Schaeuble è il potente e competente ministro delle Finanze tedesco. Le sue dichiarazioni vanno interpretate come posizione ufficiale del governo di Berlino. Il messaggio è chiaro e le pur timide dichiarazioni da parte del presidente Juncker (non certo sospetto di essere antitedesco) lo confermano. 
Le dichiarazioni di Juncker di riprendere in mano i poteri che il trattato attribuisce alla Commissione non sono accettate da una Germania che ha cambiato la propria strategia insieme alla crescita della propria forza… »

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